Carlo Capone indaga la realtà che lo circonda con uno sguardo selettivo. Sceglie come soggetti scene quotidiane e familiari, spesso utilizza come metafore di speranza: un autobus carico di persone che rientrano da una giornata di lavoro, un cavallo che salta l'ostacolo, prati verdeggianti, paesaggi marini.
All'interno di queste immagini mette a fuoco, isolando con un approccio di stampo cinematografico, il soggetto, sfumando su tutto il resto come se volesse ignorare ciò che non appartiene a quel momento. Dietro questa selettività sembra nascondersi una tacita ribellione del pittore napoletano nei confronti della dura realtà delle città del sud e della violenza della società contemporanea. Quello di Capone non è una compiacimento contemplativo di alcuni aspetti della realtà, ma una vera e propria fuga in oasi pulite e serene. Si nota nei suoi dipinti lo sforzo continuo di richiamare alla memoria, come strumenti d'evasione, ricordi piacevoli che ci restituiscono con uno stile figurativo, denso proprio come quelli dei ricordi . E dei sogni.
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